Gli Amici della "Silvio Saglio"

Domenica 3 agosto 2025, dopo aver scalato Luna Nascente in Val di Mello, Federico scivola nel percorso di rientro precipitando per 200m. Le ricerche del soccorso alpino lo trovano senza vita soltanto lunedì mattina in una zona molto impervia.
Federico era un amico di quelli veri, da tutti benvoluto. E’ arrivato in SEM, nel 2016, voglioso di imparare le tecniche dell’andare in montagna… e non se n’è più andato. Era un ragazzo assetato di "sapere", poteva stare ore a farti domande su questioni tecniche riguardanti anche le più piccole cose. E come le imparava (bene), poi le trasmetteva ad altri. Il suo entusiasmo era contagioso.
Qui in SEM ha subito trovato tanti nuovi amici, appassionati come lui, e in breve tempo – da allievo che era - è diventato un istruttore. Un istruttore, paziente, capace, ricco di umanità e di sensibilità. Ma anche un ottimo alpinista su ogni terreno: forte, prudente ed esperto.
Federico era felice quando stava in montagna.
Dopo ogni uscita, prima di tornare a casa, è consuetudine che ci fermiamo in un bar. E lì tutti aspettavamo lui: ordinava sempre degli spritz alquano improbabili, facendo impazzire le cameriere. E tutti noi a ridere!
A Fede noi volevamo bene. Gli vorremo sempre bene.
Le istruttrici e gli istruttori della Scuola di Alpinismo del CAI SEM - Milano

Cari Amici e Amiche di Fede, grazie per essere così numerosi e averci dimostrato vicinanza ed affetto per la scomparsa del nostro istruttore di alpinismo Federico Beltrami. Desideriamo ricordarlo con un evento in montagna il 7 settembre presso la Baita Segantini località Piani dei Resinelli (LC) dalle ore 14.30 alle 16.30 circa.
Siete tutti invitati.

» Vai ai Saluti

Sabato 17 maggio 2025 una valanga sull'Alphubel (Svizzera) coglie lo scialpinista amico Alessandro insieme alla sua fidanzata. Nel silenzio della mattina solo un fragore e poi più nulla: tra i tanti eventi della giornata e conquiste di montagne ahimè spicca una da cui qualcuno di vicino a noi non è tornato a raccontarci la sua impresa.
Noi, frequentatori delle vette, lo sappiamo talmente bene che ci permettiamo di insegnarlo agli altri. La montagna è un luogo di straripante bellezza, ma anche un ambiente in cui il pericolo è sempre presente, incombente, aleatorio, ineluttabile. Lo sappiamo, eppure, ogni volta che una tragedia ci tocca da vicino, la fitta al cuore è lancinante. Fino a che punto questa “grande bellezza” merita la nostra attenzione? Perché rischiare così tanto?
Ciascuno di noi, chiuso nel suo dolore, si chiederà il “perché” di questa magnifica attrazione che si è purtroppo risolta – per Agri e la sua compagna - in un abbraccio fatale. "The answer, my friend, is blowin’ in the wind".
Mai ti dimenticheremo, sarai sempre nei nostri pensieri e ogni volta che guarderemo verso le montagne e quei mari, ci mancherà il tuo sorriso, la tua gioia di vivere, la tua passione e ... un valido compagno legato alla nostra vita.

» Vai ai Saluti



Lunedì 7 dicembre 2020, l’amico fraterno MARIO BERTOLACCINI, ha salito l’ultima e più alta delle tante montagne della sua vita. Classe 1937, Mario è stato (e resta) un fortissimo alpinista, oltre che un grande istruttore, un affidabile compagno di cordata e un impareggiabile relatore per tutti i campi che riguardano la didattica, la sicurezza e la tecnologia dell’andare per monti.
Il funerale si terrà il 15 dicembre ore 10.00 a Buccinasco, parrocchia di San Gervaso e Protaso.

Tutta la SEM si stringe, con affetto, attorno alla famiglia di Mario.

Professore universitario (con all’attivo ben 34 pubblicazioni internazionali) e, per molti anni, colonna del Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria del Politecnico di Milano, Mario ha sempre messo a disposizione la propria grande cultura e la propria conoscenza scientifica a favore del mondo alpinistico. Ha contribuito così alla crescita esponenziale della Scuola “Silvio Saglio” della SEM e di tutte le scuole italiane del CAI.
Per tanti anni ha ricoperto incarichi di responsabilità direttiva non solo per la SEM, ma anche per tutto il Club Alpino Italiano. Negli anni Ottanta, per sua iniziativa, è nata ad esempio la Commissione Regionale Lombarda di Alpinismo, di cui è stato anche il primo presidente; ha collaborato a lungo con la Commissione Materiali e Tecniche del CAI; ha contribuito in modo determinante anche alla nascita della Scuola Regionale Lombarda di Alpinismo (avvenuta proprio sotto la sua presidenza della Commissione). E’ stato membro della Commissione Nazionale Scuole di Alpinismo e Scialpinismo italiane, promuovendo la riforma delle Scuole italiane di alpinismo e scialpinismo.
Come alpinista - spesso in cordata con l’amico Oreste Ferrè - ha salito le più belle pareti dell’arco alpino: il Couloir du Diable al Monte Bianco, la Nord della Aiguille Verte al Bianco, la Via Bumiller al Piz Palù (Bernina), la Via degli Scoiattoli alla cima Scotoni, la Via Costantini Appollonio alla Tofana di Rozes, la Via Cassin alla Piccolissima di Lavaredo, la Via Cassin alla Ovest Lavaredo, lo Spigolo Giallo alla Piccola di Lavaredo, la Via Detassis alla Brenta Alta, la Solleder al Sass Maor, la Solleder alla Nord-Ovest della Civetta, e tante altre.
E’ stato insignito del premio Gilardoni La Torre del CAI per il suo operare nel campo della didattica e della sicurezza e per il suo impegno globale nel modo delle scuole di alpinismo.

» Vai ai Saluti



Domenica 12 gennaio 2020, scalando una cascata ghiacciata, è deceduto a Poschiavo il nostro amico e socio Lorenzo Castelli.
Milanese, classe 1971, istruttore titolato di Alpinismo del CAI, dal 2012 al 2017 ha ricoperto il ruolo di direttore del Corso di Ghiaccio presso la SEM di Milano. Alpinista eccellente e polivalente, nel 2014 era entrato a far parte della Scuola Regionale Lombarda di Alpinismo e Arrampicata, ricoprendo anche incarichi direttivi. Grazie alla sua autorevolezza, sapeva trasmettere agli allievi passione, tecnica e sicurezza. Fra tutte le sue salite, amava ricordare in particolar modo la “Ringo Star”, sulla parete Nord-Ovest del Pizzo Badile
Informatico di professione, oltre che di Alpinismo, era appassionato di chitarra acustica e di Fotografia.
Ha partecipato a diverse spedizioni extraeuropee.

» Vai ai Saluti


Il saluto della compagna di vita

"Cari amici della SEM, eccomi a voi, stanca, svuotata, leggera. Fabrizio non c'è più.
Ha combattuto fino alla fine da alpinista quale lui è. Nessun funerale, nessuna commemorazione formale. Gli ultimi sincopati giorni di vita di Fabrizio hanno prodotto una veglia domestica spontanea di amici e parenti accorsi alla spicciolata. Una festa multicolore di affetto e amore. Il 19 aprile 2013 alle 00:10 Fabri ha smesso di respirare.
I giorni seguenti sono trascorsi in sospensione per me e solo ora ritorno a guardare fuori.
Da qui si riprende il percorso ..." [continua]


Vigevanese di nascita ma milanese di adozione, oltre ad essere Istruttore Nazionale di Alpinismo del CAI presso la nostra scuola, Luca era un grande professionista nel campo del fundraising.
È stato responsabile raccolta fondi della ONG Cesvi di Bergamo e consulente di fundraising presso un’unità di ricerca del CNR.
Ha lavorato presso l’agenzia di comunicazione per il non profit Aragorn come responsabile corporate fund raising e come responsabile raccolta fondi di Soleterre Onlus.
La montagna e il non profit erano le sue due grandi passioni.

» Vai ai Saluti



Istruttore Nazionale di Arrampicata Libera, forte alpinista ed esperto ghiacciatore, ma, soprattutto, insostituibile amico fraterno per tanti di noi. Franco Rainoldi ci ha lasciato, raggiungendo la sua ultima sosta, mercoledì 18 marzo 2009.
La montagna, che così tanto amava, gli ha giocato un brutto scherzo... Ma lui starà già studiando relazioni di nuove vie, al mondo sconosciute. A tutti noi della Scuola di Alpinismo e Scialpinismo "Silvio Saglio", così come a tutta la sezione SEM, non resta che stringersi forte attorno alla sua famiglia.
Chi l'ha conosciuto come istruttore ricorderà certamente la sua ineccepibile "professionalità". Chi ha avuto l'onore di legarsi in cordata con lui porterà sempre nel cuore il suo sorriso.
Ci mancherai a ogni tiro di corda, Frank.
Ci mancherai a ogni allegra riunione e a ogni notte in rifugio.
Ci mancherai a ogni birra.
Ci mancherai.
La tua Scuola, i tuoi amici

» Vai ai Saluti


Noi abbiamo avuto la fortuna di conoscerlo, non solo come generoso e partecipe istruttore della Scuola di Alpinismo e Scialpinismo “Silvio Saglio”, CAI-SEM, ma anche, e soprattutto, come compagno di cordata. In tanti, allievi o istruttori anch’essi, hanno condiviso con lui la passione per la montagna.
Tuttavia resta immensamente difficile spiegare chi era Marcello.
Difficile, in special modo, per chi – come noi – gli è stato accanto per tanto tempo su sentieri, pareti di roccia, creste affilate, cascate di ghiaccio, pendii di neve e allegri tavoli di trattorie alpine. Per chi, insieme a lui, si è svegliato alle 3 di notte in bui rifugi tintinnanti di moschettoni o in angusti bivacchi scossi dal vento.
Potremmo raccontarvi del suo curriculum alpinistico davvero invidiabile. Oppure delle sue qualifiche e dei suoi impegni… Istruttore Nazionale di Alpinismo, direttore a più riprese sia del Corso di Cascate, sia del Corso di Alpinismo della nostra Scuola, Istruttore della Scuola Regionale Lombarda, sottile e preciso redattore di dispense per alpinisti.
Potremmo elencare le vie percorse o raccontarvi le sue capacità di sublime ghiacciatore, contare la quantità di lezioni tenute ad allievi e istruttori di tutta la Lombardia o farvi leggere i suoi scritti su ghiacciai e cascate.
Invece vi diremo solo che Marcello aveva il fascino, arcano e misterioso, che appartiene alle persone speciali. Quelle con cui stai bene e ti senti sereno, ma non sai spiegarti il perché.
Quelle con cui puoi parlare di stelle (il suo pane), di musica o cinema, di fisica o letteratura, di surf o vela (eh sì, la vela!), di informatica (ah… linux!)… senza che abbiano mai ostentato alcunché della loro cultura, intelligenza, genialità.
Il suo vivere la montagna era trasversale alla retorica, al protagonismo, alla prestazione, alla conquista. Il suo vivere la montagna era solo ricerca di libertà, bellezza e sensazioni altrimenti introvabili.
Marcello era sempre un passo avanti, sia che dovesse condurre la cordata, dirigere un gruppo di allievi o analizzare una situazione complessa. Eppure, appena fatto il passo, si fermava ad aspettarti.
Adesso il passo l’ha fatto lungo.
Così, nel mentre fatichiamo e arranchiamo in questa nostra vita che continua, ci piace l’idea di lui che ci aspetta e di noi che lo ricordiamo attraverso l’emozione di un simbolico riconoscimento.

» Vai ai Saluti