Saluti a MARIO

Per non dimenticarmi ...
| Jack 9/1/2024 |
"Provate voi a trovarvi a trattenere il vostro compagno che sale da secondo e si apprende sulla corda mentre voi lo assicurate a spalla,poi mi dite se vi siete sentiti comodi e sicuri" Questa, come molte altre, poteva essere una domanda che il Mario poteva fare alla schiera di allievi mentre era in piedi sulla scrivania in quel di Via Ugo Foscolo durante le lezioni teoriche del corso di alpinismo. L ' ultima volta che lo intravidi era in bicicletta, sembrava un operaio che stava andando al lavoro,ma ti accorgi subito che aveva la grande umiltà di chi era su un livello al di là dello squallore che oggi ci circonda. Il destino ha voluto che io non potessi più frequentare quel favoloso gruppo che era la Silvio Saglio dei primi anni 80, ma il ricordo di loro mi seguirà per tutta la vita |
| Massimo Cantù 23/12/2020 |
Ho avuto Mario come istruttore al “corso di giaccio” così si chiamava a quei tempi.
Era l’estate, penso del 1970, avevo sedici anni e durante le serate passate fuori dal rifugio Porro, Mario mi insegnò ad osservare le stelle e le relative costellazioni. Seguirono grandi discorsi sull’universo e sull’esistenza che culminarono in una lezione lungo la salita più importante del corso, la Nord del Cassandra. Avevo come compagno un ragazzo americano che parlava solo inglese. Mario recuperava entrambi, dava istruzioni sulla progressione, sulla sicurezza e rilasciava informazioni di fisica dell’universo un pò in italiano e molto più in inglese. Ricordo la fatica e l’agitazione perché mi ritrovai impreparato sul ghiaccio, sull’universo e sull’inglese. Anni dopo, salii con Mario il Couloir du Diable al Tacul, più difficile e più impegnativo, ma l’esperienza fu la stessa: scivolo di ghiaccio, notte stellata, universo e discorsi sull’esistenza. Tutto però era cambiato, grazie a lui, grazie al suo insegnamento, progredivo tranquillo sulle punte dei ramponi, riconoscevo le costellazioni e nelle soste con i chiodi “a cavatappo” ero così a mio agio che gesticolavo per sostenere la discussione. Ora Mario ancora una volta è in vantaggio, dove sta adesso gli permette di saperne di più, ma è solo questione di tempo, tra non molto lo raggiungerò per farmi rispiegare tutto da capo. Grazie Mario ! |
| Martina Fragale 16/12/2020 |
Di Mario mi ricordo... Mozart! Nei primi anni 80 ero alle elementari, ma ricordo ancora le serate in cui Mario e Marinella ci invitavano a cena. Ricordo la passione e anche la tenerezza con cui Mario parlava della musica classica, i consigli di ascolto che mi dava. La bellezza lo commuoveva e lui sapeva trasmettere benissimo sia la bellezza che aveva la sensibilità di cogliere sia la commozione che provava. Quando - ai tempi del liceo - ho iniziato ad appassionarmi al romanticismo tedesco, lui mi consigliò di leggere il teatro di Schiller. Me ne parlava con lo stesso entusiasmo di un adolescente che ha appena scoperto qualcosa di meraviglioso e io ero felice. Senza quelle chiacchierate estemporanee, non avrei scoperto tante cose. Ammiravo molto la sua cultura ma lo sentivo anche estremamente vicino e gli volevo bene. Non ci vedevamo da anni ma conserverò sempre un bellissimo ricordo di lui. Un abbraccio a Marinella e a Barbara. |
| Roberto Fragale 16/12/2020 |
Il primo ricordo che ho di Mario é quello del grande rispetto che in SEM lo circondava; e a mio avviso lo isolava.
Scherzare con lui? Prenderlo in giro? Giammai! Ma per me era proprio quel che ci voleva ed ebbi il piacere, quando ci provai, di scoprire che forse era proprio ciò che attendeva anche lui. E allora scoprimmo tutti un Mario spiritoso, pungente, sensibilissimo e prodigo dei grandi tesori di cultura che racchiudeva. A lui debbo la scoperta di Kafka, Tomasi di Lampedusa, Hesse e grazie alle sue insistenze imparai anche ad apprezzare Brahms. Ma soprattutto e specialmente all'inizio della mia montagna, quando vedevo soprattutto diedri e fessure, Mario e Marinella mi insegnarono a vedere il bello nel piccolo perché spesso, in giro per sentieri, li sentivo chiamarsi con entusiastici "Vieni! Bellissimo!". Poi accorrevo anch'io e magari c'era solo un fiorellino che . . . Sì, bellino ma . . . Che esagerazione! Però Mario quel fiorellino lo fotografava e quando poi io lo vedevo in una delle sue sempre meravigliose foto allora sì, per qualche misterioso prodigio "vedevo" ciò che non avevo notato; ma che grazie a Mario e Marinella imparai a "vedere". In parete fui purtroppo con lui solo agli inizî, quando mi fu capocordata sulla Fedele al Sass Pordoi. Ma il mio lavoro é stato l'elettronica e anche a questo proposito le aree di condivisione con Mario non sono mancate e ancora ieri, nell'inviare gli augurî a una cara ex collega ho scritto: "É purtroppo mancato colui che chiamavi 'Il mio professore mito'". Non sono credente ma non escludo la possibilità di eventuali mondi futuri e rispetto a questo ho sempre detto che, semplicemente, non possiamo capire. Nella bellissima festa dei miei 70 anni, con amici alpinisti e subacquei, ho regalato un CD con una canzone che avevo scritto per tale occasione e nella quale ipotizzavo l'esistenza di una bellissima isoletta che ci attende e in cui ci attendono forse i nostri affetti perduti . . . Caro Mario, se quell'isola esiste ci rivedremo li . . . Roberto |
| Laura Posani 13/12/2020 |
Anch'io come Roberto, in quel fantastico 1976 ho avuto l'onore di trovare in Mario ed Oreste i miei "guru" della montagna. Di Mario ho ben vivo dentro di me il suo forte senso etico , il suo rispetto per l'ambiente, il suo piacere di trasmettere la "conoscenza" che vi è dietro a tutto ciò che lui sapeva ed amava e senza la quale è impossibile fare bene e con onestà intellettuale.
Si mi fà ancora sorridere pensare a tutti i nomi con cui declinava il singolo fiore che da timido e delicato acquistava così una statura importante. Di Mario ricordo la postura un po' inarcata ma solida che lo faceva sembrare sempre, anche se al centro di una stanza o su un marciapiede , come fosse sull'orlo di una cengia. E per finire ricordo il suo sguardo dritto, in ascolto, a volte ironico o interrogativo ma , se anche poteva passare per burbero o asciutto, lo ricorderò sempre come un uomo ricco di compassione e di rispetto del prossimo. Questi ricordi non sono minimamente scalfiti dai difficili anni più recenti, Mario è ...il Mario Bertolaccini e con questo ho detto tutto. Un abbraccio a quella donna stupenda che è Marinella. |
| Roberto Crespi 11/12/2020 |
Con Oreste era il più forte alpinista della SEM, lo è stato per un ventennio. Quando nel 1976 ho fatto il corso di roccia, Mario era l'istruttore più severo ma anche quello con cui sognavi che ti avrebbe portato a salire una via superdifficile.
In quei tempi la tutela ambientale non è che era tra le priorità, ma lui già ne parlava, vedeva già avanti. Ciao Mario |
| Roberto Moiraghi 11/12/2020 |
Ciao Mario,
E' stato un piacere conoscerti e condividere con te molti anni nella scuola Silvio Saglio. Sei stato per me una persona sempre umile e disponibile; pur essendo un uomo fuori dalla norma per la tua poliedrica cultura e preparazione scientifica mai sei salito in cattedra, e avresti potuto farlo a pieno titolo, ma ti sei sempre messo a disposizione di chi, come me, domandava (anche a sproposito) per poter acquisire, anche solo in minima parte, le tue conoscenze. Di te ho sempre citato, continuerò a citare (e ti ricorderò anche per questo) che durante le lezioni teoriche a cui ho assistito fin da quando avevamo la sede in Galleria "salivi in cattedra"! Proprio fisicamente ti mettevi in piedi sulla cattedra della sala in cui si faceva lezione per spiegare, con la corda in mano, la tua r moscia ed il tuo parlare sicuro e pacato, la progressione della cordata e la reazione "elastoplastica" in caso di caduta. Ed anche le lezioni sui fiori di montagna di cui sapevi tutti i nomi in italiano, latino e tedesco. E ogniqualvolta ti chiedevo di confidarmi il tuo segreto indicandomi dove riuscivi ancora a trovare le peonie che mai hai rivelato a nessuno, me incluso. E' ancora quando ti ho regalato il mio libro, che hai letto e per il quale ti sei premurato di complimentarmi e di indicarmi i passaggi che ti erano più piaciuti. RIP |
| Massimo Pantani 9/12/2020 |
Tutta la SEM si stringe, con affetto, attorno alla famiglia di Mario. |
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